
E anche Radiossina ha il suo “Spirito Popolare”!
Dove “spirito” non è solo il sinonimo di inclinazione o di ispirazione, ma è anche sinonimo di alcol etilico! Quello che si è cercato di fare e si cerca tutt'ora è un riavvicinamento e quindi una riappropriazione di quelle che sono le tradizioni che ci hanno portato fin
qui a partire dalla musica x finire alla distilleria!
L'idea è apparsa misticamente e alcoolicamente un giorno ad antonella mentre, ascoltando un pezzo di daniele sepe, pensava a quanto veri fossero i rimedi di sua nonna e a quanto fosse buona la sua crostata di mele! E così, approfittando della disponibilità di palinsesto di radiossina e approfittando della pazienza dei lanpartary nell'ascoltarsi zampogne, flauti e tamburelli durante la guerra, ha partorito questo programma che
inizialmente la vedeva con paoletta, che poi preferendo l'arte alla musica, ha lasciato un grande vuoto nel programma!
Vuoto che per fortuna è stato subito colmato da 2 fantastici “insegnanti di sostegno”: ciccio e sabbatore, i quali, oltre a dare un aiuto serio a quella che è la “tecnologia” del programma, hanno portato una ventata di novità a spirito popolare, andando ad ampliare i suoi orizzonti non più tra il mediterraneo e le alpi, ma abbracciando la cultura popolare di tutto il mediterraneo.
E così oggi “spirito popolare”, senza troppe pretese, ha l'obiettivo di far conoscere sfaccettature alle volte dimenticate di tutti quei popoli, per dirla alla capracottese “furastieri” (forestieri), andandoli ad analizzare nella musica tradizionale, nel cibo e nelle bevande.
E così tra un flamenco e un ballo balcanico il venerdì pomeriggio dalle 17 alle 19 fioccano ricette su torte e soprattutto sull'autoproduzione di distillati, per andare a rimarcare quanto il limoncè sia di plastica ed invece quanto sia buono quello tenuto nell'armadio per 15 giorni e bevuto mentre lo si fa'!